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Addetto stampa

Il lavoro dell’addetto stampa: cosa è cambiato con il web 2.0

Una scrivania. Un telefono. Un fax a portata di mano. Un computer, anche senza wi-fi. Se chiudete gli occhi potete tranquillamente immaginare così un ufficio stampa di qualche anno fa. Gli strumenti erano pochi e semplici e il pubblico con cui si comunicava non era variegato come oggi.

La stampa, infatti, era quella tradizionale, quella dei giornali che compravamo quasi esclusivamente in edicola. Il concetto del lavoro dell’addetto stampa era, però, sempre lo stesso: comunicare l’azienda e i suoi valori. Di solito si passava il tempo a scrivere un comunicato, che poi veniva stampata e inviato a mano o via fax ai giornalisti di riferimento, i cui nomi venivano ricavati dalle banche dati o anche, più semplicemente, dalle pagine degli stessi giornali.

Ogni tanto si organizzava una conferenza stampa, magari in occasione del lancio di un nuovo prodotto o di un nuovo servizio, e ci si attaccava al telefono per verificare che i media avessero ricevuto il materiale e assorbito il messaggio che si intendeva mettere in evidenza. Quanto sono cambiate le cose oggi? Il web non ha investito in modo drastico ed epocale solo le nostre vite e le modalità di comunicazione tra le persone, ma ha anche rivoluzionato in modo assoluto mestieri antichi, come quello dell’addetto stampa.

Di cosa si occupa oggi un addetto stampa nell’era del web

Cambiano gli strumenti, ma la sostanza rimane la stessa. Un ufficio stampa ha il compito cardine di gestire il flusso di informazioni di un’azienda, di un ente, di un evento e anche di un personaggio pubblico. Fa da tramite verso l’esterno e lo fa in modo strutturato, soprattutto dopo che il web è diventato un terreno di primaria importanza nel modo in cui le persone attingono alle notizie e all’informazione in generale. Ecco perché un addetto stampa non può prescindere dalla rete e, negli anni, ha visto la sua professione mutare drasticamente.

Come anticipato, sono diversi gli interlocutori stessi degli uffici stampa. Ora la maggior parte della stampa si muove in rete e nuove figure si sono aggiunte a quelle più classiche dei giornalisti. Parliamo di influencer e blogger di settore: pensare di non includerli nelle mailing list può diventare una mossa azzardata, quasi suicida.

Cambia anche il modo in cui si utilizzano gli strumenti più classici. La cartella stampa diventa multimediale e di solito è progettata quasi fosse una newsletter, con video, immagini e anche podcast. Anche le tradizionali conferenze si tramutano e diventano dirette streaming, più facili e pensate per essere seguite da un pubblico più vasto, anche a distanza. Le competenze si allargano e diventano più eterogenee e flessibili.

Dovendo presidiare più settori e dovendo far fronte ad un mondo dove tutti possono parlare, diventa fondamentale esercitare il monitoraggio e l’ascolto di quello che in rete si dice del brand o dell’evento, in modo da riuscire a correggere il tiro nei momenti di crisi. Il lavoro dell’addetto stampa si arricchisce quindi anche delle competenza proprie del reputation manager. Ma non solo. Un addetto stampa versione 2.0 diventa all’occasione esso stesso un blogger, così come fornisce contenuti anche per i social media, da cui, per ovvi motivi, non ci si può davvero tenere lontani.

Tutto questo ci permette di capire come l’addetto stampa debba rappresentare una figura completa, in grado di comprendere differenti competenze e professioni. Se prima si scrivevano comunicati stampa pensando ai giornalisti della carta stampata, oggi bisogna padroneggiare anche le tecniche della SEO, in modo da essere sicuri di riuscire a realizzare contenuti ottimizzati per il web e per i suoi motori di ricerca.

Negli eventi il discorso non cambia. E’ come se la figura dell’addetto stampa si riunisse, in qualche modo, con quella delle Pubbliche Relazioni Digitali. Bisogna vivere nella rete, capire i suoi meccanismi e sapere quali sono le persone di riferimento più influenti in quel determinato settore.

Forse, più che mai, oggi si tratta di una figura poliedrica e fondamentale, proprio per quel suo dover essere in mille posti diversi allo stesso tempo. Quel che secondo noi non è cambiato è il fatto che un addetto stampa non dorme mai. Vigila sempre, con un occhio aperto, sulla comunicazione del brand, in modo che arrivi e rimanga nel cuore delle persone indelebilmente.

Web Crew

Pirati del web con velleità comunicative. Tecnici quanto basta per riuscire a spurgare un database, letterati quanto basta per convincere la gente a farci sproloquiare su siti seri, tipo questo.

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