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Burnout da eventi, come gestire lo stress da lavoro correlato

Quante volte da bambini abbiamo sognato un lavoro avventuroso. Magari diverso da quello che facevano i nostri genitori. Un lavoro di quelli che ci avrebbero portati lontano. Di quelli con la valigia sempre in mano, per intenderci.

I frequent flyers, il popolo di coloro che volano da una parte all’altra del mondo per lavoro, sono invidiati e osservati con interesse. Perché è innegabile il fascino di chi può permettersi di cambiare città e panorami, ambientazioni e situazioni. La solita scrivania, infatti, alla lunga può risultare noiosa e per questo motivo sono tantissime le professioni che, al giorno d’oggi, stanno diventando sempre più ambite e desiderate dai giovanissimi alle prese con la prima ricerca di lavoro.

Dal Travel Blogger, al Mistery Guest, giusto per fare qualche esempio. O anche l’Event Manager, ovvero colui che organizza eventi: un lavoro che, per un motivo o per un altro, costringe spesso a notti passate lontano da casa. Se essere un giramondo per professione può essere divertente e affascinante, è vero che non è tutto oro ciò che luccica.

Anche chi svolge professioni così entusiasmanti, infatti, alla lunga può andare a soffrire della sindrome di Burnout, o meglio la condizione che descrive lo stress da lavoro correlato. Questo perché viaggiare spesso può portare ad alti livelli di tensione e, alla lunga, può influire sulla vita privata e sulle relazioni familiari delle persone. Nonché portare diverse problematiche fisiche, come ad esempio, malattie cardiocircolatorie o metaboliche.

Quando poi si parla di organizzazione di eventi, le cose si possono anche amplificare, in quanto chi pratica questa professione deve avere sotto controllo un’infinità di situazioni e casi e, di regola, deve anche saper anticipare i momenti di crisi. Una bella responsabilità, insomma. Gestire lo stress da lavoro correlato, però, è possibile: basta riconoscerlo e curarlo. Perché, in fondo, una dose minima può essere anche salutare e migliorare la concentrazione a lavoro: l’importante è capirne i limiti.

Quando il lavoro di squadra è tutto

Un meeting da organizzare, la lista degli invitati da contattare e gli sponsor da cercare. Sono un’infinità i compiti e le mansioni che ogni giorno affollano le agende di chi organizza eventi. Che sia un piccolo o un grande evento, infatti, le cose non cambiamo poi molto: i dettagli di cui occuparsi sembrano non finire mai. Ecco perché è fondamentale improntare da subito un lavoro di squadra e, soprattutto, riuscire a delegare i propri compiti.

Questo è un passo fondamentale per non incorrere in uno stato mentale di forte stress. Inoltre il lavoro di squadra fa bene all’azienda, in quanto guardare insieme verso un obiettivo comune stimola la cooperazione tra le persone e limita quella competizione dannosa, che alla lunga può andare ad interferire con l’efficienza sul lavoro. Varie ricerche hanno dimostrato che il saper delegare favorisce il benessere stesso dell’individuo e stimola il team ad essere sempre più produttivo.

lavoro di squadra

Gestisci il tuo tempo, sarà il tuo miglior alleato

Può sembrare un mantra ed effettivamente lo è. Gestire al meglio il proprio tempo è una regola essenziale per non incorrere nello stress da lavoro correlato. Pianificare attività e tempi di esecuzione diventa quindi un’arma essenziale per svolgere con efficienza il proprio lavoro e non sentirsene invece schiacciato.

Esistono diverse tecniche per mettere a frutto una buona gestione del tempo. Una tra tutte è quella del pomodoro, ovvero una semplice strategia di time management, che definisce il giusto tempo da dedicare ad ogni attività, senza sprechi o interferenze esterne. La gestione del tempo sta diventando sempre più importante ed è per questo, ad esempio, che sono tantissime le applicazioni digitali create proprio per centrare quest’obiettivo.

Le grandi aziende, poi, stanno cercando di mettere in campo, sempre per il medesimo motivo, azioni per far sì che i propri dipendenti riescano a godere maggiormente del loro tempo libero. Perché gestire il tempo a lavoro vuol dire anche gestire il tempo da dedicare alla propria vita privata. E, si sa, un dipendente felice è un dipendente produttivo.

Resilienza, la parola d’ordine per diventare un event planner di successo

Diventare un event planner non è facile e può capitare di venire sopraffatti dallo stress e dalla stanchezza. L’abbiamo già detto. Per questo una delle caratteristiche che un buon organizzatore di eventi deve avere è, sicuramente, quella della resilienza, ovvero la capacità di reagire di fronte alle varie situazioni. Un atteggiamento psichico che permette di adeguarsi alle difficoltà, trasformandole in opportunità. Un’attitudine della personalità, che si manifesta nell’impegno, nel controllo e nella predisposizione ai cambiamenti.

Riuscire ad aumentare i livelli di resilienza è possibile: basterà trattare le situazioni in modo analitico, valutando le risorse a propria disposizione e guardandole da un punto di vista oggettivo, invece che soggettivo, ad esempio. Come facciamo noi di Fenicia Eventi, che ci mettiamo in gioco ogni giorno, affrontando i continui cambiamenti all’interno del mondo dell’event planning. Perché le sfide sono entusiasmanti quando vengono fronteggiate nel modo giusto e con il giusto spirito di squadra.

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