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#Eventmarketing, gli errori più comuni di un social media manager

Nello scorso post abbiamo parlato dell’importanza dell’utilizzo dei social media per la promozione di eventi nell’era digitale.

Abbiamo elencato e descritto i passi da seguire per portare avanti una vera e propria strategia di event marketing sfruttando al meglio gli strumenti che il web mette a nostra disposizione.

Oggi invece ci focalizziamo sui passi da non seguire per evitare di incorrere in quello che, nell’epoca dei social media, viene chiamato epic fail, fallimento epico. L’epic fail in genere si riferisce a un errore isolato da parte del social media manager, ovvero di chi si occupa della gestione degli account social di un’azienda, e può essere rappresentato da un’errata modifica di un’immagine, da un errore grammaticale, dal trasferire informazioni sbagliate. In generale però con epic fail ci si può riferire anche a delle scorrette gestioni dei social media per le quali a breve o a lungo termine il brand dell’azienda potrebbe risentirne.

Prima di passare in rassegna  le cattive abitudini di un social media manager è bene però sottolineare un concetto da cui ogni manuale, online o cartaceo, tramandato per iscritto o a voce, della perfetta strategia di marketing deve partire: avere chiari gli obiettivi da raggiungere e il pubblico di riferimento. E questo vale per ogni tipo di settore sul quale si posa una strategia di social media marketing.

Quali sono allora gli errori da evitare? Il primo è proprio quello appena descritto.

Intraprendere qualsiasi attività senza una strategia
Molte aziende decidono di intraprendere la loro attività sui social media perché è di moda. Nulla di più sbagliato. Prima di immergersi nell’avventura dei social è necessario innanzitutto chiarire i propri obiettivi, ad esempio pubblicità, acquisizione di nuovi clienti, facendoli tutti rientrare nell’acronimo tanto usato nelle lezioni di web marketing: S.M.A.R.T che, sciolto, significa specific, measurable, attainable, relevant, timely. Una volta stabiliti gli obiettivi bisogna studiare il target di riferimento e capire quali social media attivare.

Usare tutti i social e allo stesso modo
Una volta che si decide di creare una strategia sui social media, dopo aver portato a termine le prime due fasi, è bene capire quali social attivare e ricordarsi che ognuno di questi  ha un propria funzionalità e un proprio linguaggio. Facebook, per esempio, è una piattaforma completa che permette di utilizzare toni più informali, dove abbinare testo a immagini e video, che il social di Zuckerberg apprezza molto. Linkedin invece, creato appositamente per sviluppare relazioni professionali, richiede un linguaggio più formale e distaccato. Twitter ancora, per citare le piattaforme più utilizzate, è uno strumento di nicchia, nato principalmente per condividere informazioni a una velocità smisurata. Deve essere quindi utilizzato in maniera puntuale, per evitare di disperdere i messaggi nella miriade di tweet che ogni giorno vengono lanciati, concisa e rilevante, sempre per evitare di disperdere il messaggio ma, in questo caso, da un punto di vista di contenuto.

Tralasciare la fase di ascolto e di analisi del target e dei risultati ottenuti
Un altro errore molto comune, che può essere associato al primo dell’elenco, è quello di procedere nella pianificazione della strategia senza sapere come si parla del nostro marchio e dei nostri competitor. Da questa analisi possono emergere delle criticità utili a migliorarsi, capire cosa le persone, fondamentali per dare vita a una strategia social di successo, dicono di noi. Se non si viene a conoscenza di queste criticità c’è il rischio di intaccare nel solito errore che può far perdere definitivamente clienti all’azienda. Qui si possono trovare alcuni strumenti adatti al monitoraggio del sentiment sui social media. Per quanto riguarda invece l’analisi efficace dei risultati ottenuti bisogna prendere in considerazione delle metriche specifiche e non le cosiddette vanity metrics, come il numero di follower acquisiti, che variano a seconda dell’obbiettivo della strategia. Qui ne sono elencate alcune.

Non rispondere ai commenti o rispondere solo a quelli positivi
Una delle fondamenta che sostiene la motivazione per cui un’azienda decide di pubblicizzare il proprio marchio sulle reti sociali è quello di stabilire una relazione di vicinanza continua con i propri utenti in un’epoca in cui si è perennemente connessi. Rispondere alle loro esigenze è il mantra della relazione azienda – cliente, soprattutto quando si devono risolvere dei dubbi o affrontare situazioni difficili. Scappare o evitare critiche e commenti costruttivi può compromettere seriamente la propria immagine e ricordiamoci che trasferire il proprio comportamento dall’online all’offline è più automatico di quello che si pensa. Questa automaticità vale sia per l’azienda, il cui comportamento scortese online può essere associato a quello offline, che per il cliente, che dal togliere il like su Facebook può automaticamente passare a non usufruire mai più del servizio/prodotto dell’azienda.

Essere autoreferenziali e ripetitivi
Quante volte, nelle relazioni interpersonali quotidiane, di tutti i tipi, ci sentiamo dire o, viceversa,  diciamo o pensiamo degli altri “Che noia, parla sempre delle stesse cose”, oppure “Il suo ego è spropositato, non fa altro che parlare di se stesso/a, io è come se non esistessi”. A me capita spesso! Immaginiamo ora di trasferire un’interazione di questo tipo sul web: l’effetto sarebbe altrettanto fastidioso. La pubblicazione di contenuti sui propri social network equivale a una persona che parla a più interlocutori, dai quali ci si augura un’interazione che dia vita a una conversazione online. Essere autoreferenziali, ripetitivi e ancora, come spiegato nel paragrafo precedente, non rispondere o cancellare commenti negativi, significherebbe impostare una conversazione sterile, autoreferenziale. In questo modo l’efficacia del messaggio andrebbe completamente a perdersi, tanto quanto la strategia di social media marketing di partenza.

Abbandonare gli account dopo l’evento
Per quanto riguarda il settore dell’organizzazione degli eventi è pratica comune creare delle pagine o degli account dedicati  sui quali si condividono preziosi contenuti prima e durante l’evento per poi abbandonarli una volta terminata la convention. Questo rappresenta un grande errore soprattutto nei confronti degli utenti che hanno seguito quella determinata pagina o account, magari tempestati di contenuti nelle fasi pre e durante per poi venire totalmente abbandonati dopo. Mantenere viva l’utenza relativa all’evento potrebbe rivelarsi anche molto utile nel momento in cui questo si ripete, magari pubblicando delle notizie legate alla tematica della convention o ai personaggi che ne hanno preso parte. Questo porterebbe a rinvigorire l’immagine del brand e dei suoi servizi.

 

 

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