• Home
  • Blog
  • Giornata Mondiale senza Tabacco, la storia di Anna raccontata dal suo medico
No Tobacco Day 2018

Giornata Mondiale senza Tabacco, la storia di Anna raccontata dal suo medico

Che poi è un po’ la storia di tutti, a prescindere da come sia iniziata e da come si sia evoluta. E forse sono proprio le storie, meglio delle statistiche, il modo migliore per comunicare un messaggio che, seppur universalmente riconosciuto, non riesce a colpire nel segno. 

E qui le statistiche potrebbero servire per indicare che l’Italia, pur non essendo il paese dove si fuma di più al mondo, ospita comunque una discreta percentuale di tabagisti. Oltre il 20% della popolazione italiana infatti continua ad accendersi una sigaretta al giorno. I ragazzi iniziano a fumare a 17,6 anni e le ragazze a 18,8 mentre il 12,2% dei fumatori si è accostato al vizio prima dei 15 anni. La percentuale più corposa di fumatori, il 28%, è occupata da persone tra i 25 e i 44 anni mentre il 16,2% dai più giovani, tra i 15 e i 24 anni. In media si fumano 13,6 sigarette al giorno con un picco di 14,1 sigarette tra le persone dai 45 ai 64 anni. Ma il dato più allarmante, anche se non macroscopico, è quello che vede aumentata la percentuale delle donne rispetto a quella degli uomini per il consumo di sigarette. Secondo l’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità rispetto al 2016 i fumatori uomini sono scesi a 6 milioni da 6,9 milioni, le donne invece sono salite a 5,7 milioni da 4,6 milioni.

No Tobacco Day 2018

Organizzare convegni medico scientifici ci porta ad avere a che fare con professionisti della Salute che, nonostante le diverse specializzazioni, hanno molti aspetti in comune. Spesso questi aspetti in comune emergono dalle loro storie di vita quotidiana, fatte di incontri con persone che purtroppo, o per fortuna, sono anche loro pazienti.

Come si intersecano le storie di vita professionale di un nefrologo, di uno pneumologo e di un cardiologo? Parlando di fumo, ad esempio, in occasione della Giornata Mondiale Senza il Tabacco.

Il 31 maggio di ogni anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedica una giornata alla sensibilizzazione sui rischi legati al vizio del fumo, incentivando le persone a stare per almeno 24 ore senza toccare una sigaretta. 

Quest’anno il No Tobacco Day è dedicato alla relazione tra fumo e malattie cardiache. 

L’OMS informa che fumo attivo e fumo passivo sono la seconda causa di malattie cardiovascolari, dopo la pressione alta, contribuendo al 17% delle morti per problemi cardiaci. 

Il fumo d’altronde unisce, sia in positivo che in negativo. La frase è inquietante se pensiamo agli effetti di questo vizio sulla nostra salute. Ma ha anche connotazioni positive perché evidenzia come sia sempre più richiesto il lavoro di equipe tra specialisti, insieme a un approccio olistico nei confronti di un problema universale che non ha altre cause se non il libero arbitrio.

La storia di Anna raccontata dal Dottor Di Lullo

Abbiamo parlato già diverse volte con il Dottor Luca Di Lullo in occasione dei Congressi di Cardionefrologia dove si tratta la relazione tra malattia renale e cardiaca.

Chi meglio di lui quindi in questa occasione poteva raccontarci la storia di Anna? Una storia complessa dal punto di vista clinico che però funge da campione per raccontare l’effetto dirompente e insidioso del fumo sul nostro organismo.

“Anna aveva 35 anni quando ha toccato la sua prima sigaretta.

Un vizio iniziato quasi per scherzo, su consiglio delle amiche, per scacciare tensione e depressione post partum. Uno scherzo che alla fine l’ha portata, a 50 anni, a sviluppare i sintomi di una bronchite cronica associati a diversi problemi cardiocircolatori sfociati a loro volta in un’arteriopatia degli arti inferiori e in un infarto del miocardio. La sua malattia è diventata così  polidistrettuale ed è stata in grado di colpire direttamente l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio e indirettamente altri organi e tessuti, quali rene e apparato visivo. L’alterazione delle arterie renali infatti può provocare casi di ipertensione resistenti alla terapia, così come sono possibili alterazioni nel campo visivo nel caso di una concomitante ipertensione arteriosa. Se l’apparato respiratorio è la parte più compromessa dal fumo, anche quello cardiovascolare, come abbiamo visto, viene danneggiato. Il fumo infatti può determinare un irrigidimento delle pareti arteriose, compromettendo anche la capacità di deambulazione del paziente.”

La storia di Anna non è così avulsa dal contesto attuale, soprattutto alla luce delle percentuali viste sopra. 

Essendo allora questo uno dei pochi aspetti in tema salute su cui abbiamo ancora un margine di decisione, perché non andare, almeno oggi, a farci una passeggiata all’aria aperta senza la compagnia della bionda? Gradualmente possiamo anche pensare di eliminarla direttamente dalla nostra vita se, al contrario, iniziamo a farci entrare specialisti che, magari, ci seguono per tutt’altro.

 

Luca Di Lullo
Il protagonista: Luca Di Lullo, nefrologo, dirige l’ASL Roma G. Fondatore e attuale segretario del Gruppo di Studio di Cardionefrologia della SIN fa parte del Board Editoriale di riviste scientifiche nazionali ed internazionali.

Ilaria Petta

Giornalista pubblicista convertita al marketing digitale. Scavo nel web per connettere i bisogni delle aziende a quelli dei loro clienti. Credo fortemente nelle relazioni concrete tra le persone e utilizzo la potenza del web per renderle durature, autentiche e proficue.

Lascia un commento

Demo

Fenicia Eventi

Congressi

I prossimi congressi organizzati da Fenicia

Dove siamo

  • Sede legale
    Via Tor De’ Conti, 22 00184 Roma

Contatti

Tel. 06.87671411 – Fax 06.62278787
Fenicia Whatsapp +39 342 8211587
E-mail: info@fenicia-events.eu