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Graphic design: l’anello di congiunzione tra marketing e creatività

Con graphic design si intende la grafica utilizzata per la progettazione e la realizzazione di opere per lo più pubblicitarie ed editoriali, ovvero quell’ambito della grafica che si occupa di realizzare un progetto che tenga conto di raffigurare e comunicare un messaggio orientato da un interesse commerciale e che, grazie a strumenti che permettono una trasmissione visiva, può essere riprodotto.

Ambiti più diversi di applicazione per questo insieme di discipline, quali la progettazione e la realizzazione di locandine, manifesti, cartelloni, marchi, depliant, libri, ma anche l’aspetto grafico di un sito web e interventi per il grande e il piccolo schermo.

Soluzioni perché un messaggio venga dunque veicolato, raggiunga e venga recepito da un determinato pubblico tramite l’utilizzo di elementi visivi (immagini vere e proprie, ma anche la scrittura nel suo aspetto grafico, e quindi anche tutto ciò che riguarda lo studio dei caratteri da stampa o font).

Un tipo di progettazione che non poche volte è stato oggetto di discussione e che porta con sé la domanda se la grafica debba considerarsi una forma di arte oppure no. Una questione che è stata spesso analizzata sotto il punto di vista della riproducibilità di un’opera. Se infatti un’opera d’arte “vale” anche per la sua unicità, un progetto grafico “vale” anche in quanto riproducibile (si pensi in questo senso a processi di stampa come per esempio la litografia o l’acquaforte).

Il rapporto tra riproducibilità e arte è un dibattito che, nato a seguito della pubblicazione dell’intuitivo saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica del filosofo Walter Benjamin, ha appassionato per anni studiosi di tutto il mondo.
Se è vero che un progetto grafico ha valore anche per il fatto che è riproducibile e quindi non unico come un dipinto, è anche vero che discipline come la fotografia o il cinema, in cui vengono realizzate opere riproducibili, difficilmente possono non essere considerate arte.

Elemento caratterizzante del graphic design resta in ogni caso la progettazione che, seppur strettamente legata a campagne e pubblicità riguardanti prodotti e servizi commerciali, non può non tener conto di una buona rappresentazione e presentazione “estetica”, e quindi di una rielaborazione creativa.

Di qui lo stretto collegamento che c’è appunto tra arte e linguaggi della grafica, motivato appunto dalla necessità di saper trasformare in modo creativo vari tipi di elementi visivi per “tradurli” in un’immagine che possa comunicare, trasmettere, valorizzare un progetto, un prodotto o un servizio.
Un insieme di conoscenze, abilità, competenze e creatività coordinate tra loro – così potremmo in un certo senso definire il graphic design – che ha lo scopo di comunicare e attrarre, e quindi, fondamentalmente, creare emozioni.

Un campo di applicazione al marketing che si è ovviamente sviluppato in parallelo alla possibilità di poter utilizzare nuove tecniche e le tecnologie dei media digitali, ma che parte – ancora oggi in molti campi – dall’uso di matite, penne, colori e carta, per il quale, insomma, è comunque indispensabile quella dose di creatività necessaria perché una campagna di marketing possa rendersi efficace.

Web Crew

Pirati del web con velleità comunicative. Tecnici quanto basta per riuscire a spurgare un database, letterati quanto basta per convincere la gente a farci sproloquiare su siti seri, tipo questo.

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