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Marzo, il mese delle malattie renali. Verso Cardionefrologia 2019

Da una parte il 30esimo anniversario del primo congresso di Cardionefrologia, che è ricorso in concomitanza con lo svolgimento dell’edizione del 2017, tenutasi precisamente il 15, 16 e 17 marzo, dall’altra la coincidenza con la Giornata mondiale del rene, che cadrà nell’ultima giornata dell’edizione del 2019, precisamente il 14 marzo. Sembra proprio che questo sia il mese dedicato alle malattie renali e alle loro comorbidità, di cui quella cardiovascolare ne rappresenta una delle più frequenti.

A marzo si è anche tenuto, a Roma, presso l’NH Villa Carpegna, il Workshop in Cardionefrologia: Innovazioni farmacologiche e tecnologiche per il paziente affetto da patologia cardio-renale, in occasione del quale è stata presentata l’edizione 2019 del Congresso di Cardionefrologia.

Dal 2017 al 2019, una questione di numeri

L’essere stati decretati best in class 2017 dall’International Society of Nephrology come miglior campagna di comunicazione per originalità e numero di partecipanti non ha solo alimentato negli animi dei numerosi attori in campo, provider, organizzatori, responsabili scientifici, una sensazione di orgoglio, ma ha portato a fare una riflessione più ampia, la cui lampadina è stata accesa dalla relazione tra scienza e comunicazione digitale.

In rete esiste una vera e propria comunità urlante che, attraverso i canali digitali, condivide informazioni e chiede aiuto. Non parliamo quindi solo di medici, infermieri e altri addetti ai lavori o di voci ufficiali quali lISN, l’International Society of Nephrology, il World Kidney Day, il Kidney Disease Cure che ogni giorno condividono informazioni preziose creando una vera e propria comunità di attori di comunicazione disintermediata. Parliamo anche delle voci della gente comune: pazienti, parenti di persone malate, ecc. Sono questi ultimi i veri abitanti del web che, alla fine dei conti, ne rappresentano l’anima e la parte più viva. Se la parte forte, in questo caso la comunità scientifica, vuole considerare ben svolta la propria funzione stando al passo con i tempi, deve dare a queste voci una risposta.

A rendere pubblica questa riflessione è stato il Dottor Luca Di Lullo, presidente dell’edizione di Cardionefrologia 2017, primo fautore della campagna di comunicazione e responsabile scientifico di Cardionefrologia 2019, rompendo il ghiaccio lo scorso 16 marzo in occasione della presentazione del Congresso.

“Abbiamo la totale intenzione di replicare la formula dell’edizione del 2017, sia in termini logistici che di promozione. Il premio del 2017 non lo consideriamo solo come fiore all’occhiello, ma come spunto per dirigere i nostri prossimi sforzi, che dovranno andare di pari passo con la diffusione dei contenuti dei nostri incontri, ma anche del nostro lavoro quotidiano. Siamo in un periodo in cui i social media rivestono un’importanza vitale nella diffusione di certi messaggi e abbiamo potuto constatare come quello specifico della salute pubblica abbia un impatto evidentissimo”, ha detto il Dottor Di Lullo.

La replica dell’edizione del 2017 in realtà ha tutta l’aria di essere un ampliamento, come ha confermato nella stessa sede il Dottor Antonio De Pascalis sciorinando una serie di dati che andranno a caratterizzare Cardionefrologia 2019.

“Rispetto all’edizione del 2017, che ha visto la partecipazione di oltre 500 persone, quest’anno prevediamo oltre 600 partecipanti. Ci saranno inoltre 2 percorsi in parallelo, 2 corsi monotematici, 14 sessioni, sale espositive esclusive per le giornate di lavori, 5 luncheon symposia, una lettura magistrale al giorno, 4 corsi teorico pratici, due che si ripetono e altri due su emogasanalisi e nefrologia interventistica, che serviranno per attrarre un bacino di utenza più giovane. Il tutto partendo dal presupposto di voler replicare, se non superare, i lusinghieri risultati dell’edizione 2017”.

Risultati lusinghieri relativi all’edizione del 2017 che, dalle premesse del Dottor De Pascalis, lasciano aperto un largo margine di incremento, come è largo il margine per pensare che ci stiamo avvicinando a una nuova era per la nefrologia e la cardiologia, dove due forze si sintetizzano per dare vita a un’unica forza dotata di gambe proprie.

“Stiamo parlando ormai sicuramente di un tema che sta diventando sempre più di attualità. Non so dire precisamente se la cardionefrologia ormai cammini da sola, noi ci stiamo impegnando per cercare di svilupparla nelle sue più interessanti sfaccettature. Del resto è quello che interessa maggiormente noi nefrologi, che ogni giorno ci interfacciamo con pazienti pluricomorbidi che hanno problemi nefrologici ma anche cardiologici”, ha dichiarato il Dottor Antonio Bellasi in merito a questo punto.

Se non sono gambe proprie sono comunque gambe sostenute da un’ampia comunità che, oltre all’evento, considera fondamentale la condivisione della conoscenza attraverso la costante comunicazione e il costante rapporto tra comunità scientifiche, sfruttando a pieno i nuovi canali digitali.

“L’utilizzo dei social media, delle interviste live, dei blog, dei canali video, rappresentano una notevole forma di potenziamento della diffusione degli argomenti trattati”, ha detto Antonio De Pascalis alla fine della presentazione.

“La diversificazione dell’informazione è fondamentale per raggiungere un certo numero di interpreti: le diverse specializzazioni che ogni anno ormai movimentano i nostri incontri”. ha dichiarato Antonio Bellasi alla fine della presentazione.

Tutti nella stessa direzione che va a confluire principalmente nella necessità di sfruttare la possibilità di utilizzare i nuovi canali mediatici, di andare avanti nello studio e nella ricerca per raggiungere l’eccellenza, per riconsegnare il giusto valore e vigore a discipline come la nefrologia, insieme ad altre e di proseguire nella condivisione per il bene della comunità.

Non resta che darci appuntamento alla prossima edizione di Cardionefrologia 2019 i cui dettagli sul programma, le iscrizioni e altre informazioni verranno aggiornati in tempo reale sul sito dedicato.

Intanto però potete ascoltare, e guardare, l’intervista completa della presentazione del Congresso.

Ilaria Petta

Giornalista pubblicista convertita al marketing digitale. Scavo nel web per connettere i bisogni delle aziende a quelli dei loro clienti. Credo fortemente nelle relazioni concrete tra le persone e utilizzo la potenza del web per renderle durature, autentiche e proficue.
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