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Vivere in forma, l’equilibrio tra corpo e mente dopo una “vacanza” di benessere

Chi si ferma è perduto, mens sana in corpore sano… mai più di ora ho creduto fermamente in queste frasi.
Sarà stato il pellegrinaggio a piedi verso Santiago de Compostela fatto qualche settimana fa ad avermi svelato quello che significa, veramente, vivere una vita… in forma. Credo infatti che quando si tratta di definire il benessere siamo molto più simili di quanto pensiamo. Speriamo che leggendo questo il protagonista dello spazio di oggi non fraintenda e non si arrabbi. 🙂

Percorrere quasi 400 km in 13 giorni per una allenata sì, ma neanche troppo, superando limiti e ostacoli fisici semplicemente trattandosi bene qualcosa in testa fa scattare. Muoversi per un obiettivo, raggiungere Santiago, ascoltando il proprio corpo, ti porta automaticamente a raggiungere un altro traguardo: il tuo equilibrio psicofisico. Se poi questo si allinea anche con quello dei tuoi compagni di viaggio potrai contare su una squadra pronta a sostenerti in ogni momento.

Fermarsi, rallentare, velocizzarsi, alimentarsi, ripartire, caricare, tutto in alternanza, sono abitudini fondamentali non solo per portare a termine il Cammino di Santiago, ovviamente.

Il nuovo approccio della medicina funzionale

L’unicità di ognuno è il punto focale della direzione che sta prendendo ora la medicina, quella nota come funzionale. La “tendenza” sta aprendo le frontiere non tanto a un nuovo approccio alla medicina quanto a uno più completo, che intervenga in contemporanea a quello classico e che prenda in considerazione i più vari aspetti di una persona e delle sue abitudini. In questo modo si dà molta più importanza alla capacità di autoregolazione del sistema e alla sua capacità di recuperare da solo.

E anche l’equilibrio, principio fondamentale del benessere e il più difficile da ottenere, si raggiunge autoregolamentandosi, muovendosi, con sforzi, allenamento e concentrazione.
Questo ce lo può confermare sicuramente il protagonista di oggi, Manuel Salvadori che, sia per lavoro che per indole, fermo non ci sa proprio stare.

Un volto fresco, giovane e grintoso è quello di Manuel, nutrizionista sportivo, oncologico, atleta e amministratore delegato del team di professionisti vivereinforma. Manuel ha iniziato da poco una collaborazione con Fenicia per organizzare il suo primo evento, con un tema pioniere nell’ambito della salute: Il Simposio di Medicina e Nutrizione Funzionale, che si terrà a Roma il prossimo novembre.

Conosciamolo meglio.

Ciao Manuel. Allora innanzitutto tu sei l’amministratore del team vivereinforma, un nome allettante… chi non vorrebbe stare sempre in forma?? Ci dici nel dettaglio chi siete e di cosa vi occupate?

Ciao a voi! vivereinforma è nata ufficialmente come società di divulgazione scientifica, coaching online e start-up innovativa nel 2015. E’ composta da un team di ragazzi fortemente motivati con la vocazione per la trasmissione di informazioni, siano in forma orale, scritta o sotto forma di vera e propria docenza. Le possibilità che internet ci ha dato sono state enormi relative a ciò: raggruppare persone sparse in tutta Italia con l’interesse per l’approfondimento scientifico e con la voglia di emergere ciascuno relativamente al suo ambito. All’interno del team sono infatti presenti biologi nutrizionisti, dietisti, medici, preparatori atletici e farmacisti.

Sappiamo tramite social che hai appena preso un incarico per una squadra sportiva. Quanto è necessario essere di base degli sportivi o specializzati in nutrizione sportiva per seguire determinati tipi di alimentazione?

Per me, a dire il vero, è sempre stato fondamentale. Il mio background è di atleta, sono nato facendo sport e lo farò per il resto della mia vita. Senza dubbio non potrei immaginare la mia vita senza. In questo senso mi rendo conto da vicino di quando un collega non riesce a cogliere quali possano essere i sacrifici di una vita da agonista o da sportivo. Credo sia fondamentale aver praticato o praticare sport in maniera costante per essere in grado di entrare nella testa degli agonisti.

 Tu sei giovanissimo, hai 28 anni, ma puoi già vantare una bella carriera… Sei dietista, sportivo, personal trainer e immagino che dovrai continuare a formarti. Come coniughi queste attività che poi alla fine seguono un filone comune? Qual è la vera spinta, oltre la passione, che ti porta a non fermarti mai? Perché vediamo che non ti fermi mai 

Ahahah! E pensare che rispetto ai modelli che seguo mi sento fortemente indietro, come se il tempo non mi bastasse mai per raggiungere tutti gli obiettivi che ho in testa e fossi perennemente in ritardo. Credo che la spinta che ne sta alla base sia proprio questa. Forse l’essere cresciuto con modelli come americani come Elon Musk ha contribuito a darmi la volontà di provare ad evolvermi sempre di più. Non è sempre facile coniugarle, spesso i momenti di difficoltà si palesano: ma fanno parte del gioco, li vedo come rincorse per poi ripartire ancora più diretto di prima.

 Ci spieghi un po’ cosa significa essere in forma di questi tempi?  Le frontiere dell’alimentazione corretta, dello stile di vita sano, del “bel fisico” sono un po’ cambiate ora… diciamo che non seguono più dei veri e propri standard. Ti parlo dal punto di vista scientifico e salutistico ovviamente, perché se invece volessimo seguire la moda e altre cose ci sarebbe un altro capitolo da aprire.

Lo stare in forma non è mai stato così difficile da definire, ora più che mai. Ci sono parametri così tanto diversi che risulta davvero impossibile darne una definizione unica. Abbiamo tutte le possibilità per seguire un’alimentazione corretta – mai come ora l’informazione è accessibile a tutti. Proprio per questo però il rovescio della medaglia è una sovrabbondanza di informazioni che non fa altro che creare ulteriore confusione nella testa di chi vorrebbe solo informarsi per la propria salute, senza la necessità di dover prendere una laurea, per capire cos’è giusto mangiare per se stesso e per la propria famiglia. La necessità, in questo momento più che mai, è quella di difendersi dalle cosiddette “fake news” – o più correttamente dai “fake gurus”, che promettono risultati impossibili in nome della vendita di un prodotto. Stare in forma significa, nella mia filosofia di vita, riuscire a guardarsi allo specchio sentendosi in forma ad ogni età, avendo una comprensione di base di ciò che il nostro corpo sia in grado di fare se lo trattiamo bene.

Spoileriamo un argomento che verrà trattato nel tuo primo Simposio organizzato insieme a Fenicia Events… Un tema sulle bocche di tutti in realtà e anche inflazionato quindi ecco, una spiegazione dell’esperto potrebbe essere calzante: la Vitamina D.  Perché tutti parlano della vitamina d? Il web dilaga di informazioni al riguardo. Qual è il suo vero apporto?

Il calcitriolo è una molecola essenziale per la vita sulla Terra. Indispensabile per lo sviluppo degli animali e determinante per il mantenimento di uno stato di buona salute dell’essere umano. I pattern biochimici che regolano il metabolismo della vitamina D sono tanto remoti quanto conservati dal punto di vista evoluzionistico; essa ci lega in modo diretto al Sole, stella madre del Sistema Solare. Oggi, il calcitriolo è da noi chiamato nei più diversi modi: vitamina, farmaco, integratore, “supplement”, micronutriente, sostanza, ormone, pillola, olio, grasso… in base al contesto in cui lo collochiamo: con un’interpretazione meno riduzionistica, questa molecola regola in maniera più o meno rilevante pressoché qualsiasi funzione della biologia dell’uomo. Essa trova nobili ragion d’essere nella fisiologia del sistema muscolo-osteo-articolare, nelle funzione cognitive e nello sviluppo encefalico, nella regolazione del tono dell’umore, nel metabolismo del calcio e del fosforo in senso lato, nell’efficienza polmonare, nella modulazione e nella regolazione del sistema immunitario, nella difesa contro patogeni, nel preservare la salute del cuore e delle arterie, nella fertilità maschile e femminile, nella sorveglianza” della replicazione cellulare con implicazione olistiche in termini di salute per la vita della nostra specie e non solo di essa. Ad oggi inoltre abbiamo coscienza di un fatto scientifico di importanza globale: la specie umana è in forte carenza di questa molecola vitale…

Leggendo il programma del tuo Simposio ricorre molto spesso la parola funzionale, che poi è presente anche nel titolo dello stesso (I Simposio Internazionale di Medicina e Nutrizione Funzionale). Ormai il funzionale domina l’ambito sportivo ma anche quello della medicina appunto.

Effettivamente è un termine che come molti sta subendo una diffusione piuttosto elevata. Il nostro obiettivo è per l’appunto quello di far comprendere alla classe medica il reale significa di una Medicina e Nutrizione Funzionali – scoperte scientifiche, quindi non alternative alla medicina classica bensì complementari, che vanno a migliorare la qualità della vita del paziente durante le terapie classiche. Non c’è nulla di magico o alchemico: solo scienza e ricerca frutto di esperienza e attenti studi.

  Il tuo Simposio è aperto a tutte le categorie sanitarie e quindi ai medici. Quanto credi che comunichino il mondo dell’alimentazione funzionale, quindi legata alle abitudini di una persona, con l’approccio medico? Ci stiamo avvicinando a una nuova frontiera a tutti gli effetti?

Al momento non c’è molta diffusione di quello che l’alimentazione può fare riguardo l’affiancamento alla normale terapia di varie condizioni. Mi riferisco all’oncologia, alla reumatologia, alla pneumologia, alla medicina dello sport, all’ortopedia e a molte altre ancora. Un approccio funzionale non significa declassare la Medicina “tradizionale” (che brutto termine!) – lo ripetiamo. Anzi, significa solo fornire cartucce in più per il bene dei nostri pazienti. Se si continua a foraggiare il distinguo tra “Medici brutti, cattivi e assolutisti” e “Chi fa stregoneria” si cade in un riduzionismo che non giova a nessuno, non porta a crescita e conduce solo ed esclusivamente ad un approccio per tifoserie, in cui siamo sicuramente portati ma che non è altrettanto produttivo per il progredire dell’approccio terapeutico.

Per rispondere ancora più precisamente sì, credo che siamo all’alba di una nuova frontiera in cui gli approcci gradualmente cambieranno, ma ci vorrà tempo prima che le varie scuole di pensiero vengano sintetizzate in un nuovo paradigma di cura.

Un’ultima curiosità: che significa che sei un artista del Movimento? L’ho letto nella tua biografia nel sito di vivereinforma.

Ho sempre amato il corpo umano in tutte le sue sfumature. Ho praticato moltissimi sport, alcuni a livello agonistico, ed ho sempre cercato di non racchiudermi in una definizione. Non credo di essere un ginnasta, né un artista marziale, né un atleta nel senso stretto del termine. Mi ritengo un appassionato di movimento in tutte le sue forme. Pertanto se qualcuno mi invitasse, ad esempio, ad arrampicarsi sulle liane o a gattonare per un percorso di un km – pur non avendolo mai fatto – sicuramente risponderei, “perché no?”. A proposito, sapete che a ottobre sarò il nutrizionista di una spedizione sull’Himalaya? 🙂

La breve chiacchierata con Manuel mi ha convinto ancora di più di quanto noi, fatti di una macchina così complessa e straordinariamente varia che ci rende tutti diversi non possiamo che “arrenderci” all’importanza di stare in sintonia con il nostro corpo. Raggiungere questa sintonia si può attraverso una una profonda coscienza di sé, eliminando il superfluo, lasciando spazio al necessario e capendo quando è il caso di rivolgersi a dei VERI professionisti.

Ciò che è funzionale, per noi, è vitale. Grazie Manuel e ci vediamo a novembre per il tuo Simposio!

Manuel Salvadori è nutrizionista sportivo, oncologico, atleta, formatore e ceo del team di professionisti vivereinforma.

Ilaria Petta

Giornalista pubblicista convertita al marketing digitale. Scavo nel web per connettere i bisogni delle aziende a quelli dei loro clienti. Credo fortemente nelle relazioni concrete tra le persone e utilizzo la potenza del web per renderle durature, autentiche e proficue.

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